OLIMPIA MARGHERITA FUINA IN ORIOLI anno 2000

Vent'anni: sogni e speranze, o forse soltanto illusioni, o premesse di ardite promesse gli spazi colorati a definire l'anima e il pensiero nel tentativo di vivere e di viversi in pienezza: coscienza di un destino universale. Conoscersi non è mai abbastanza, mai certamente, mai del tutto, mai perfettamente quanto e come ciascuno vorrebbe. E' il tentativo di scrogersi tra segni e grovigli e bui illuminati dai silenzi in cui poter raggiungere il respiro e palpitare insieme in un tutt'uno e lì incontrare i sogni e le attese, scoprire la voglia che hai di vivere o morire, o forse solamente di scoprire quel mondo sconosciuto che ti rugge dentro; ed ascoltarlo è pena ed è fatica, è gioia nel dolore, profondità di suoni nei colori, il brivido di un attimo elevante, la linfa di pensieri e di emozioni, il segno di un delirio, il senso che ti muove, che insieme sono arte al divenire; è un ascoltarsi tacito ascoltando quell'armonia solenne che è il sogno d'ogni uomo...
E tutto quel che accade è lama rovente al privilegio della luce, e sai che l'universo è dentro proprio quella trafittura. E' l'arte di vivere e vincere il pianto come canto del tempo e del sempre, che è sempre, soltanto, comunque, sublime, un inno d'amore alla vita.


2000 Olimpia Margherita Fuina in Orioli

SALVATORE BIANCO anno 2000

I colori forti e contrastanti ricordano un'infanzia lontana, la linea nervosa e scomposta denotaun'irrequietezza adolescenziale, le forme dei corpi pulsano di forze giovanili. In sintesi è questa l' esperienza pittorica di Remo Bevilacqua, che si dipana lungo un processo dialettico dinamico e contrastato ma sorretto da un consapevole ordine interiore. Eco onirici di infanzia e di adolescenza, in una dimensione senza spazio e senza tempo, sono espressione di una personalità in formazione, la cui originalità si impone in quanto intrisa di sofferte riflessioni e di inquieta ricerca volte all'elaborazione di un linguaggio rappresentativo della dimensione umana, anche come strumento di comunicazione silenziosa, tipico delle personalità sensibili ed interiormente feconde. (...)
Nelle composizioni figurative in movimento circolare, i personaggi vivono in uno spazio e tempo indefiniti, simboli di vita ancora non vissuta e risolta. Emozioni e travagli interiori traspaiono da elementi figurativi irreali, simbolo dell'angoscia di un'epoca dove il tempo e lo spazio, espressioni della storia, hanno rotto ogni dimensione tradizionale. Così le mani che emergono dal nulla o i rami vegetali o i nastri volteggianti che legano cose a persone, ricerca di legami storici e relazionali lungo il filo dell'esistenza.
Così la vicinanza e la fisicità dei corpi come desiderio di socialità interiore o simboli naturali quali il fissato di una dimensione naturale. Tutti elementi di una sensibilità metafisica che trasuda le esperienze artistiche da Picasso o De Chirico fino a Paladino come è naturale in una personalità ancora in fieri, dove tuttavia si affermano spunti originali di un linguaggio artistico, dove colori e forme, gesti, segni e contenuti sono spia di una profonda ricerca personale tesa a divenire specchio di un'epoca storica irripetibile.


2000 Salvatore Bianco

TERESA FOLLINO anno 2000

A REMO...


Ricordi di bimbo con occhi grandi e neri come di velluto, che guardavano e scrutavano ogni cosa intorno a sè; ammirata, allora, lo spiavo nel suo piccolo e grande mondo di fanciullo. Sentivo la sua grande sensibilità rivolta verso tutto ciò che era colore, forma, suono.Oggi non sorpresa, ma felice di quei ricordi lontani, scopro che Remo è in cammino lungo un sentiero assai difficile, complesso, intrigante quanto lo è quello dell'arte.



2000 Teresa Follino

NICOLA BARNABA' anno 2000

A REMO BEVILACQUA


Indubbiamente l'arte di Bevilacqua è l'espressione di un sentimento; la sua aspirazione artistica, in linea col suo personale divenire, crea opere che rivelano gradatamente, ad ogni suo approccio; ogni suo quadro è come un "microcosmo" il cui studio non può mai considerarsi chiuso. Le immagini che propone non hanno niente di stabile, di definito una volta per tutte, ma portano un messaggio che è "in divenire", frutto di molteplici fattori; l'opera d'arte rinasce a nuova vita incontrando l'interprete o l'osservatore cui possa parlare e rivelarsi.Il pittore interiorizza le sue percezioni in modo tale che il raffigurato occupa e "tormenta" continuamente i suoi pensieri finchè non ha preso forma. Rompendo le regole e la struttura del linguaggio tradizionale, Bevilacqua affida i suoi messaggi ad un'arte "parasurreale", "fantastica", di fine sensibilità cromatica. Esplora mondi sotterranei e segreti alla ricerca d'un modo nuovo per tradurre in immagini i suoi processi creativi. Con ogni probabilità, come accade spesso nel mondo dell'arte, il bisogno di astrazione e di simboli è il segno caratteristico dell'intensità e velocità con cui la vita viene vissuta.Personalità originalissima e tale da sfuggire a qualsiasi classificazione, fedele a se stesso e all'immediatezza della sua arte, Bevilacqua si è presto orientato verso quello che è il suo motivo capitale: L'incessante metamorfosi fra la realtà percepita e l'immagine ricreata artisticamente. L'artista si serve della combinazione di colori e segni per la creazione di un mondo autonomo, dipendente solo dalla sua psicologia. La sua arte nasce come espressione di uno stato d'animo e la tavolozza rispecchia e trasmette un messaggio umano di fragilità sincerità e rivolta.Bevilacqua sa tradurre in immagini lo "spazio interiore" costringendoci a pensare, comunque, perchè l'atmosfera non appare realele rievoca i ricordi, chiama alla mente sogni e illusioni, speranze e timori, presenze e fantasmi. Uno strano viaggio: Dentro di noi.



2000 Nicola Barnabà

ANGELO CARROZZINI anno 1999

La componente espressionistica nella pittura di Remo Bevilacqua

Interessante e coinvolgente risulta la ricerca umana e creativa di Remo Bevilacqua, artista che, già da qualche anno, si cimenta con il non sempre facile "mestiere del Pictor". Le tematiche trattate evidenziano un avvertito bisogno di scandagliare quelli che sono gli anfratti più nascosti e segreti dell'animo umano dove vivono le nostre paure, i nostri complessi, le nostre alienazioni e frustrazioni; ecco, quindi, che opere come "struggente ansia di libertà", "l'incompresa luce dell'anima" o "eterna follia" ci trasportano in atmosfere irreali e sublimali, dove il limite tra conscio ed inconscio, tra realtà e onirismo, tra ragione e sentimento diventa appena percettibile. (...) così nella già citata "eterna follia" il colore da scarno, essenziale e fondamentalmente monocromatico delle prime opere, esplode con forza; l'olio perde la caratteristica pastosità e matericità e diventa fluido, quasi acquarellato, la pennellata si fa convulsa, sinuosa, sensuale. L'arte rappresenta, quindi, la vera essenza della vita stessa, una sorta di liberazione dell'io creatore che avvicina il pittore alle numerose esperienze espressionistiche d'inizio secolo, principalmente a quelle delle pittura francese dei Fauves e, in particolare, ad H. Matisse. E' opportuno sottolineare che in questo nostro contesto storico dove domina ed impera l'indifferenza, dove assistiamo con disarmante apatia alla caduta dei più importanti valori etici ed estetici, dove tutto è improntato all'avidità, alla cupidigia, all'arrivismo e all'egoismo e dove anche l'arte rischia di smarrire la sua vera "missione", risulta indispensabile l'opera e la dedizione alla pittura di artisti come il Bevilacqua che ha scelto sicuramente la strada migliore per cercare di dare una risposta ai numerosi interrogativi che assillano l'uomo nella sua intensa e, spesso, tribolata esistenza.


1999 Angelo Carrozzini