ANGELO CARROZZINI anno 1999

La componente espressionistica nella pittura di Remo Bevilacqua

Interessante e coinvolgente risulta la ricerca umana e creativa di Remo Bevilacqua, artista che, già da qualche anno, si cimenta con il non sempre facile "mestiere del Pictor". Le tematiche trattate evidenziano un avvertito bisogno di scandagliare quelli che sono gli anfratti più nascosti e segreti dell'animo umano dove vivono le nostre paure, i nostri complessi, le nostre alienazioni e frustrazioni; ecco, quindi, che opere come "struggente ansia di libertà", "l'incompresa luce dell'anima" o "eterna follia" ci trasportano in atmosfere irreali e sublimali, dove il limite tra conscio ed inconscio, tra realtà e onirismo, tra ragione e sentimento diventa appena percettibile. (...) così nella già citata "eterna follia" il colore da scarno, essenziale e fondamentalmente monocromatico delle prime opere, esplode con forza; l'olio perde la caratteristica pastosità e matericità e diventa fluido, quasi acquarellato, la pennellata si fa convulsa, sinuosa, sensuale. L'arte rappresenta, quindi, la vera essenza della vita stessa, una sorta di liberazione dell'io creatore che avvicina il pittore alle numerose esperienze espressionistiche d'inizio secolo, principalmente a quelle delle pittura francese dei Fauves e, in particolare, ad H. Matisse. E' opportuno sottolineare che in questo nostro contesto storico dove domina ed impera l'indifferenza, dove assistiamo con disarmante apatia alla caduta dei più importanti valori etici ed estetici, dove tutto è improntato all'avidità, alla cupidigia, all'arrivismo e all'egoismo e dove anche l'arte rischia di smarrire la sua vera "missione", risulta indispensabile l'opera e la dedizione alla pittura di artisti come il Bevilacqua che ha scelto sicuramente la strada migliore per cercare di dare una risposta ai numerosi interrogativi che assillano l'uomo nella sua intensa e, spesso, tribolata esistenza.


1999 Angelo Carrozzini

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