SALVATORE BIANCO anno 2000

I colori forti e contrastanti ricordano un'infanzia lontana, la linea nervosa e scomposta denotaun'irrequietezza adolescenziale, le forme dei corpi pulsano di forze giovanili. In sintesi è questa l' esperienza pittorica di Remo Bevilacqua, che si dipana lungo un processo dialettico dinamico e contrastato ma sorretto da un consapevole ordine interiore. Eco onirici di infanzia e di adolescenza, in una dimensione senza spazio e senza tempo, sono espressione di una personalità in formazione, la cui originalità si impone in quanto intrisa di sofferte riflessioni e di inquieta ricerca volte all'elaborazione di un linguaggio rappresentativo della dimensione umana, anche come strumento di comunicazione silenziosa, tipico delle personalità sensibili ed interiormente feconde. (...)
Nelle composizioni figurative in movimento circolare, i personaggi vivono in uno spazio e tempo indefiniti, simboli di vita ancora non vissuta e risolta. Emozioni e travagli interiori traspaiono da elementi figurativi irreali, simbolo dell'angoscia di un'epoca dove il tempo e lo spazio, espressioni della storia, hanno rotto ogni dimensione tradizionale. Così le mani che emergono dal nulla o i rami vegetali o i nastri volteggianti che legano cose a persone, ricerca di legami storici e relazionali lungo il filo dell'esistenza.
Così la vicinanza e la fisicità dei corpi come desiderio di socialità interiore o simboli naturali quali il fissato di una dimensione naturale. Tutti elementi di una sensibilità metafisica che trasuda le esperienze artistiche da Picasso o De Chirico fino a Paladino come è naturale in una personalità ancora in fieri, dove tuttavia si affermano spunti originali di un linguaggio artistico, dove colori e forme, gesti, segni e contenuti sono spia di una profonda ricerca personale tesa a divenire specchio di un'epoca storica irripetibile.


2000 Salvatore Bianco

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