ELISABETTA BOCCARDI anno 2002

PER FORME INFORMI

Ciò che colpisce immediatamente della collezione Forme Informi di Remo Bevilacqua è l'infinita metamorfosi, il movimento incessante che tutto sconvolge e trasforma. Un ciclo di morte e di rinascita che si rinnova e che ci riporta ad antichi miti. Ricerca della luce, rottura delle acque, come si nota in Ascesa, dove la figura umana, femminile, blu, nasce dalle acque, lotta con un turbinio di colori e va verso l'alto, la luce, mentre in Ipotesi, opera successiva, la figura umana, maschile, è solo un'ombra, nera, che ruota alla ricerca di una riva, della terra, che non si vede. Tutte le forme in questo processo diventano informi, magma vivente, caos, da cui si generano altre forme destinate ad ulteriori trasformazioni. Informi. Mai amorfe.Nulla si ferma.Nulla è fermo. "Non ci si può bagnare due volte nella stessa acqua", iin senso eracliteo. Panta rei. Il nerbo stesso della vita e dell'arte è il dissidio tra opposti, che non sono mai contrari che si escludono, non appartengono alla logica della non contraddizione, non sono opposizioni reali in senso kantiano. Sono opposti che si includono. Dominati dalla contraddizione. In Tra estasi e tormento il pittore lucano esprime molto bene questo concetto: un corpo in stasi che dà senso di quiete viene "tormentato" da un drappo di colori pastello che imprime il senso della metamorfosi, desiderio tormentoso dell'indagine, dello scoprire. E si ricerca da varie angolature e punti di vista. Nell'intera collezione la figura umana si presenta col volto distorto, informe, piegata in due, piegata in avanti, protesa verso l'alto, che nuota nell'oceano del liquido amniotico, ancestrale, come chi vuole uscire alla luce senza perder di vista la terra, la carne, la passione. Ciò che le opere di Remo Bevilacqua esprimono in pittura si avvicina a quel filone filosofico che si chiama pensiero dialettico o negativo, cha parte da Eraclito, passa per Platone e man mano giunge fino ad Hegel, il quale vi introduce il terso elemento: la sintesi. Ma il nostro artista non ama la soluzione delle contraddizioni, infatti ogni tanto tenta una sintesi con l'introduzione di cirri e tentacoli senza riuscirvi; solo in Gioco d'infinito i cirri sono ben amalgamati con varie forme umane, ma qui si presentano come opposti e non come terzo elemento esteriore.E' lo spirito di ricerca che contraddistingue l'arte e l'interiorità di Remo Bevilacqua, lo stesso spirito che lo ha portato ad un nuovo percorso spirituale con la scelta del Buddismo di Nichiren Daishonin, l'adesione ad una filosofia di vita profonda che porta l'uomo alle sorgenti stesse dell'esistere. La pittura di Forme Informi riproduce questi elementi di connessione con l'universo di cui il singolo fa parte come microcosmo con tutti i suoi interrogativi, lo stupore, la meraviglia, l'incanto e il disincanto. E il giovane artista esprime tutto questo anche attraverso l'uso del blu e del verde, simboli di cielo/acqua e di terra, natura, vegetazione.

2002 Elisabetta Boccardi

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